Allenamento ottimale

Per allenamento ottimale intendo,  il miglior rapporto tra intensità di allenamento e durata dello stesso,  corretta frequenza di allenamento e utilizzo degli esercizi più idonei in base alle caratteristiche fisiche e posturali del soggetto.
Iniziamo parlando del corretto rapporto durata/intensità dell’allenamento:
l’intensità deve sempre essere privilegiata rispetto alla durata della singola seduta di training, poiché dopo circa 50 min. dall’inizio dell’allenamento vi è un aumento progressivo di alcuni ormoni tra cui il cortisolo che è altamente catabolico (utilizza le proteine a fini energetici), quindi è pressoché inutile continuare l’allenamento poiché altro non si farebbe che creare una ulteriore lisi proteica dannosa se si ricerca il miglioramento del tono muscolare.
Vi assicuro che se l’allenamento è svolto seriamente già dopo 35-40 minuti le vostre fibre muscolari saranno esaurite; 
per quanto concerne la frequenza settimanale ideale per allenarsi, mi verrebbe da dire ad istinto…3 volte a settimana che è la media delle persone che frequentano i centri fitness.
Purtroppo non è cosi semplice come sembra, molto spesso si riesce ad ottenere migliori risultati con due sedute settimanali;

ricordiamo brevemente che il muscolo “cresce”, quindi “migliora” durante il riposo, quindi se non diamo tempo di recuperare sia a livello muscolare che a livello mentale, si rischia di andare in “overtraining”, ossia una fase di sovrallenamento che porta a scarsi risultati e nei casi più estremi addirittura a peggiorare l’aspetto fisico.
Per capire se è meglio allenarsi 2 , 3 o 4 volte a settimana occorre conoscere perfettamente le capacità di recupero del soggetto, che dipendono da svariati fatturi..tra cui: tipo di lavoro svolto, qualità e quantità del cibo ingerito, caratteristiche psico emozionali della persona, grado di stress interno, quantità di sonno.
Una persona che lavora dieci ore al giorno, che mangia poco ed è stressata a causa di problemi familiari e/o relazionali avrà bisogno di una somministrazione di allenamento ridotta (in certi casi anche una volta a settimana è sufficiente), almeno fino a che alcune varianti quali l’alimentazione e lo stress non siano migliorate.
Per quanto concerne l’utilizzo degli esercizi più idonei, occorre ovviamente valutare il soggetto dal punto di vista muscolo scheletrico e posturale e individuare quali sono i muscoli che devono essere tonificati e quali allungati per non incorrere in problemi di asimmetrie corporee o algie muscolari.
Non esistono esercizi giusti ed esercizi non giusti, ma esiste la persona che in quanto tale ha una realtà muscolare ben precisa e su quella bisogna lavorare in maniera specifica per ottenere il miglior risultato con il minimo rischio.
La domanda che ora può sorgere in voi è questa:
ma se io voglio migliorare il fisico in toto ma ho delle retrazioni evidenti che sconsigliano l’esecuzione di alcuni esercizi atti alla tonificazione del suddetto gruppo muscolare come faccio a svilupparlo?
Si lavorerà nei primi periodi  (circa 2-3 mesi) sul riequilibrio muscolare, e dopo aver ottenuto ciò si potrà cominciare a utilizzare esercizi con macchine isotoniche e/o pesi liberi anche su quei gruppi muscolari ove inizialmente si era fatto solo un lavoro di allungamento.
Quindi la classica scheda,  lunedì: petto-bicipiti, mercoledì: dorso-tricipiti, venerdì: spalle-gambe-addome, in voga tuttora in molte palestre italiane non può funzionare per tutti….anzi funziona per pochi eletti….
Capire le esigenze dei clienti vuol dire anche fermarsi un attimo a riflettere su quello che realmente hanno bisogno per migliorare, uscendo dal concetto ormai tramontato che: di “più” è meglio.