Evoluzione umana ed allenamento

Ormai per chi mi segue da un po’ di tempo, saprà che la mia "filosofia di lavoro" è improntata su un lavoro muscolare "breve (non più di 45 min.), intenso, non troppo frequente, ed ovviamente "personalizzato"

 Questo non perché' abbia inventato niente, ma ho solo cercato di ricreare le condizioni di lavoro "ideali" per il corpo umano in rapporto alla sua evoluzione...

Ricordiamoci che il nostro corpo è il risultato di milioni di anni di evoluzione.

Anche se al giorno d'oggi le nostre abitudini alimentari e di movimento fisico sono completamente differenti rispetto al passato, il nostro corpo è nato per muoversi in un certo modo e per un certo tempo…ricordiamoci la lotta per la "sopravvivenza".
Le recenti conquiste tecnologiche, l'evoluzione dei trasporti ed il benessere alimentare sono acquisizioni troppo recenti per poter cambiare una struttura organica costruita in milioni di anni e quindi l'uomo è tuttora settato con i geni di almeno 100.000 anni fa.

Questo deve farci riflettere, e considerare il fatto che molto spesso l'allenamento che si vede fare è esattamente l'opposto di quello per cui il corpo si è abituati per anni e anni.

Le tre parole magiche scritte all'inizio dovrebbero essere un "must" per chi ha a cuore la sua forma fisica.

Vediamole nel dettaglio, e correliamole con il passato....

  1. BREVE: la lotta corpo a corpo dei nostri antenati contro belve feroci era forzatamente breve dal punto di vista temporale, o l'uomo rimaneva vittima dell'animale oppure trionfava...ma in entrambi i casi era una questione di pochi minuti.
    Questo che cosa vuol dire...che l'essere umano è "programmato più per allenamenti piuttosto brevi, che lunghe maratone inutili e tra l'altro altamente cataboliche e distruttive dal punto di vista muscolare.
  2. INTENSO: ovviamente lo sforzo profuso dall'uomo nella caccia e soprattutto nella lotta doveva essere per forza di cose al massimo delle sue possibilità per non diventare cibo per l'animale.
    Non è possibile modulare l’intensità quando si sta per essere uccisi da un leone, oppure correre piano se la gazzella sta scappando. Quando in palio c’è la vita, si da tutto e subito.
    Questo cosa vuol dire: che l'essere umano è programmato più per allenamenti decisamente "intensi", piuttosto che blandi.
  3. INFREQUENTE: con molto probabilità milioni di anni fa si andava a caccia seguendo il ritmo della fame....
    Una volta trovata e uccisa una preda se ne mangiava completamente tutta la parte commestibile fino alla completa decomposizione.

 

Ricordiamo per inciso che 12 giorni era il massimo tempo di conservazione delle carcasse molto grandi a terra.
Questo vuol dire che in molte circostanze passavano almeno 12 giorni fra una caccia e l'altra, tralasciando alcuni giorni che venivano spesi solo per gli spostamenti anche di alcune decine di chilometri per arrivare al luogo ideale di caccia.

Quindi si arriva anche a 15-20 giorni fra una caccia e l'altra, e durante tutti questi giorni il "riposo" la faceva da "padrone". 

Questo cosa vuol dire: che non siamo programmati per fare sforzi troppo frequenti, mentre ancora oggi il motto "più allenamento maggior risultato" è sovrano nella testa delle persone.

Dopotutto l'uomo di Neanderthal era alto pochi cm meno della media odierna (a quell’epoca…) ma era più grosso di noi di 10 kg di MASSA MAGRA......

 eppure non credo proprio utilizzasse steroidi o altro….

 meditate gente...meditate....