Emozione, corpo, alimentazione: una Triade indissolubile

Elton John, il famoso cantante un giorno disse: "Quando ci ripenso, non mi è mai stato insegnato a mangiare. Io mangiavo per rimpinzarmi, per celebrare, per confortarmi. Prima di diventare alcolizzato e dipendente da varie droghe, mangiavo quando mi sentivo miserabile ma anche quando ero felice. Tutto questo ha continuato sino al momento in cui la presa di coscienza delle mie emozioni mi ha permesso di diventare un uomo più sereno."

Queste frasi dimostrano fino a che punto il comportamento alimentare può essere rivelatore dello stato psichico di una persona.

Penso che diverse persone potranno rispecchiarsi nella situazione del cantante; quante volte a causa di conflitti emotivi abbiamo utilizzato il "cibo" come fonte di conforto ad una situazione di "instabilità ", e quante volte utilizziamo il cibo in maniera impropria nelle più disparate situazioni, pensando che intanto è solo "cibo" e male non ci può fare.

Nella società moderna, ove lo stress è onnipresente, gli alimenti vengono utilizzati non in base alle loro "qualità nutrizionali", ma solo ed esclusivamente per "riempire" un vuoto.

Per inciso lo "Stress" ha un ruolo determinante nelle crisi di fame violente e compulsive che spesso compaiono;

infatti favorisce la secrezione eccessiva di un ormone denominato CORTISOLO, che sta all'origine di una ipersecrezione di INSULINA. Ciò induce una fluttuazione importante del tasso di zucchero nel sangue, che sta alla base del continuo desiderio di cibo "spazzatura".

Sul Cortisolo ne abbiamo già parlato in altri articoli che potrete riguardare sul mio sito personale, quindi non mi dilungherò maggiormente sull'importanza di abbassare questo ormone.

Ritornando alla connessione importante tra "emozioni e alimentazione", quelli che ingrassano solo con "l'aria che respirano" lo sanno molto bene.

Non si tratta solo di una questione di calorie, il sovrappeso è il segno di uno squilibrio del metabolismo spesso associato ad una alimentazione di cattiva qualità.

Ci sono moltissimi alimenti che aiutano a riequilibrare la produzione di cortisolo e proteggono il corpo dagli effetti dello stress;

frutta e verdura spesso e volentieri vengono trascurate, a discapito di altri cibi; invece risultano importantissimi poiché' sono ricchi di minerali fondamentale per il riequilibrio alimentare.

Degno di nota è il Magnesio, poiché ' l'organismo non avendo riserve di questo importante minerale, il suo apporto quotidiano risulta fondamentale.

La stabilizzazione dell'insulina come dicevo precedentemente permette di non sentire quel desiderio compulsivo di cibo a volte anche pochi minuti dopo aver finito di mangiare.

Per mantenere la "calma insulinemica" è necessario evitare i cibi che alzano bruscamente i livelli di zuccheri nel sangue e ahimè si dovranno evitare "quasi" tutti i cereali raffinati.

Sfortunatamente, in caso di stress abbiamo sempre la tendenza a privilegiare gli alimenti raffinati ad alto tenore glucidico, come dolci, cereali, biscotti, poiché' placano rapidamente le "emozioni" aumentando il tasso di glucosio nel sangue e la produzione di serotonina nel cervello, che da un senso di "appagamento".

Ma questi effetti sono solo provvisori, circa due ore dopo aver consumato tali cibi, il tasso d'insulina ha un picco che provoca una caduta dei livelli di zucchero nel sangue; in reazione a ciò l'organismo per ripristinare un equilibrio deve secernere maggior cortisolo per rispondere alle necessità vitali del cervello di glucosio.

Diventiamo prigionieri di un processo a cascata che non possiamo 'controllare, il tasso troppo alto di cortisolo ci trascina verso uno stato di stress e di insoddisfazione che ci porterà nuovamente alla voglia di "consolarci" tramite cibi "confortanti".

Le persone che si trovano in questa situazione si esauriscono in vani tentativi di controllare la loro alimentazione; tentativi che puntualmente portano solo frustrazione e fallimento.

Per comprendere a fondo questo meccanismo di "compenso" bisogna sapere che la relazione tra corpo, mente e alimentazione è un processo estremamente complesso che deriva in parte dalla modalità di sviluppo e funzionamento del cervello.

Grazie alla scoperta del neurochirurgo Mac Lean, oggi sappiamo che il cervello è costituito da tre parti.

Il primo cervello denominato CERVELLO RETTILE è arcaico e corrisponde al regno animale più primitivo, quello dei rettili.

Poi abbiamo il CERVELLO LIMBICO (cervello emozionale), e il CERVELLO RAZIONALE (corteccia).

Il cervello rettiliano veglia gelosamente sulla nostra sopravvivenza e sulla soddisfazione dei nostri bisogni fondamentali.

Quando siamo in pericolo, ci fa reagire velocemente ancor prima di aver valutato la situazione. Come un pilota automatico, ci ordina di bere se abbiamo sete, di mangiare se abbiamo fame, di dormire se siamo stanchi, di correre se siamo minacciati.

Il cervello Rettiliano agisce in modo estremamente efficace e senza emozione, essendo la sua missione prioritaria quella di proteggere la vita a tutti i costi.

Il cervello Emozionale ha come missione quello di ricercare il piacere e di fuggire il dispiacere. È il centro della memoria e delle emozioni, perché' per avere emozioni bisogna ricordare.

Il terzo cervello, è un temibile strumento per il ragionamento e il calcolo.

Come un computer, spererebbe di non essere mai "parassitato" da emozioni che gli farebbero perdere la sua efficacia.

Il suo ruolo è di pianificare le decisioni prese dagli altri due cervelli, quello dell'istinto di sopravvivenza e quello della ricerca del piacere. Cosi, nonostante sia la sede della coscienza, esso non ha la decisione "finale".

Riassumendo, il cervello rettiliano gestisce il presente, il cervello limbico si ricorda del passato, il cervello razionale prevede il futuro.

Purtroppo questi tre cervelli sono connessi malissimo, lavorano in maniera indipendente, senza tener conto del nostro benessere globale.

Ognuno di loro possiede un linguaggio ed un funzionamento che gli sono propri.

Questo spiega il fatto per cui a volte avvertiamo una specie di "Guerra Interiore".

Le rispettive priorità e le diverse modalità di funzionamento dei tre cervelli provocano una rottura tra corpo e mente, spezzando l'equilibrio metabolico che tutti ricerchiamo.

Per esempio, una persona estenuata che provi un bisogno irrefrenabile di mangiare ignora il bisogno di dormire e compensa la sua carenza di sonno con il cibo. Ciò induce uno stato di stress perché' la vera fame, come la sensazione di sazietà è ignorata. Saper distinguere i "segnali buoni" dai cattivi evita di ingerire nutrimento senza effettiva necessità.

Per riuscire a raggiungere e mantenere il proprio peso ideale è importante apprendere che il sovrappeso è il sintomo di una cattiva comunicazione tra i tre cervelli.

Così, scoprire ciò che ci rende veramente felici costituisce un fattore fondamentale per il riequilibrio del metabolismo.