Dal paleolitico ai giorni nostri

Per comprendere in maniera efficace come funziona il nostro organismo, è necessario fare un viaggio nel tempo, fino alla preistoria, alla ricerca dei nostri remoti antenati e della loro eredità.
L’uomo primitivo era essenzialmente un “Cacciatore-Raccoglitore”, forzatamente nomade, si sfamava delle prede che trovava cacciando, pescando prede selvatiche e prendendo ciò che la terra “talvolta” offriva.
Questo stile di vita ha formato e plasmato per selezione genetica la struttura metabolica dei nostri progenitori per almeno un milione di anni nel Paleolitico.
Poi circa 10.000 anni fa, l’uomo è diventato più stanziale, ed ha iniziato a sfruttare la terra, coltivando e mangiando diversi tipi di cereali.
In pratica l’alimentazione dei nostri antenati era basata per circa il 50 per cento su prodotti di origine animale (carne/pesce/uova), e per il restante 50% su prodotti di origine vegetale (frutta/verdura).
Dopo l’avvento dell’agricoltura (circa 10.000 anni fa..), la dieta si è arricchita di carboidrati complessi a scapito delle proteine.
L’introduzione dei cereali ha portato dei cambiamenti sorprendenti; in primis nel Paleolitico l’altezza media maschile e femminile erano molto elevate, e solo di recente sono state raggiunte dai nostri contemporanei.
Inoltre l’avvento della coltivazione agricola ha inciso notevolmente sull’aspettativa di vita, che è calata drasticamente, poiché’ gli uomini si ammalavano più facilmente rispetto agli uomini del Paleolitico.
Il motivo di tutto ciò è stata l’introduzione dei “carboidrati complessi” che hanno creato  nel corpo: RESISTENZA INSULINICA, INFIAMMAZIONE, INDEBOLIMENTO DEL SISTEMA IMMUNITARIO, e hanno favorito l’insorgere di  diverse malattie. Purtroppo i carboidrati complessi (pane/pasta/muesli/ etc.) non vengono assorbiti in maniera corretta dal nostro intestino, a causa di una proteina presente nei cereali che si chiama GLUTINE, che provoca tra le altre cose disturbi quali: gonfiore, flatulenza,sonnolenza,diarrea,stipsi.
Se l’intolleranza al glutine si combina con una predisposizione genetica, possiamo avere come risultato il MORBO CELIACO, ad oggi sempre più diffuso.
Nonostante ormai centinaio di studi dicano che l’intolleranza ai cereali sta dilagando, ancora troppe persone ignorano la causa alimentare dei loro malanni e quando hanno un dolore ricorrono al medico, che spesso si limita a prescrivere un farmaco per sedare il sintomo.

Certo…. cosi scompare il sintomo (mal di pancia, gonfiore, diarrea), ma sotto la superficie il disordine funzionale si aggrava.

Ricordiamoci che l’intestino dell’uomo è simile a quello dei CARNIVORI, e non certo a quello dei RUMINANTI. Questo perché’ ha avuto due milioni di anni per adattarsi geneticamente all’alimentazione paleolitica (carne/pesce/uova/frutta/verdura), ma SOLO 10 MILA  per riconvertirsi ai prodotti dell’agricoltura; e 10.000 anni, nella storia dell’evoluzione sono un battito di ciglia.
A conferma di quanto siamo ancora più vicini e “simili” ai nostri progenitori, basti pensare che dalla comparsa dell’HOMO SAPIENS circa 35000 anni fa, il nostro patrimonio genetico è mutato meno dell’ 1%.!!!
Siamo progrediti in molti settori dell’esistenza, ma per quanto riguarda la genetica siamo appena usciti dalle caverne!!
Se osserviamo la nostra alimentazione quotidiana, si basa quasi tutta su cibi che i nostri antenati non mangiavano; Latticini e derivati, cereali, cibi preparati e lavorati, alcol, farina raffinata, dolcificanti.

Il PREZZO che stiamo pagando per tutto ciò è: INVECCHIAMENTO PRECOCE, MALATTIE DEGENERATIVE, PATOLOGIE CARDIOVASCOLARI, OBESITA’, TUMORI, ARTRITE E DIABETE.

Purtroppo è bizzarro ma la gran parte delle persone crede di DIGERIRE meglio un piatto di pasta, rispetto a frutta e verdura; in realtà un chicco di grano possiede degli inibitori enzimatici e delle sostanze TOSSICHE che ne bloccano le reazioni, fino a che l’acqua, il calore e il sole gli permettono di germogliare. In quel momento gli inibitori enzimatici vengono distrutti e la vita si manifesta.

Per digerire i cereali bisogna sostituirsi a quelle condizioni climatiche e creare un calore tale da inattivare quegli inibitori enzimatici. Ed è per questo che si ricorre alla BOLLITURA della PASTA e alla COTTURA del PANE.
Ma anche dopo la cottura, questi alimenti restano più indigesti rispetto a quelli che possono essere consumati anche crudi (frutta/verdura).
Inoltre ci sono alimenti che favoriscono la comparsa di INFEZIONI MICOTICHE che, partendo dall’intestino viaggiano nel sangue fino ad arrivare nei vari tessuti, di modo che possano essere contaminati.

I colpevoli sono soprattutto i latticini, quindi il latte, i formaggi…tutti cibi che utilizziamo quotidianamente!!

Poiché l’uomo non possiede gli enzimi per digerire cereali e latticini, una volta ingeriti ristagnano nell’intestino per due o tre giorni prima di essere assimilati dalla flora intestinale; e in quel lasso di tempo una parte di quei cereali e latticini ingeriti AMMUFFISCE!!.
Questo fenomeno purtroppo accade anche con altri alimenti come lo ZUCCHERO, i DOLCI, ALCOLICI, CONSERVANTI, ANTIBIOTICI.
Le ripetute infezioni micotiche create dall’utilizzo di questi alimenti alterano i tassi di zucchero nel sangue, creando ALTI e BASSI livelli di ENERGIA,  e altri numerosi fastidi quali: eczemi, forfora, perdite bianche vaginali, ritardi mestruali, crisi di bulimia etc.

Potrei continuare all’infinito…ma credo che il CONCETTO ormai sia chiaro.

A VOI la SCELTA…