L'importanza della valutazione iniziale

Come dicevano due fra i più importanti fisiologi al mondo (Mc hardle, Katch, Katch), il primo gradino nella stesura di un valido programma di allenamento è la conoscenza "reale" della composizione corporea del soggetto. Senza di questa risulta impossibile poter programmare in maniera personalizzata un lavoro muscolare e/o estetico, e vi spiego subito il perché’: In genere i due principali mezzi che si utilizzano per tornare in forma in un centro fitness sono l'utilizzo delle macchine isotoniche, a cavi o manubri, e l'utilizzo di macchine "aerobiche", quali tapis roulant, cyclette, stepper.

Bene…in genere le persone iniziano a fare un riscaldamento aerobico...e fin qui tutto bene…poi alcuni si dirigono alle macchine isotoniche e fanno tonnellate di serie e ripetizioni nella speranza di tonificare i muscoli…altri si appropriano di tappeto e cyclette e ci rimangono per ore…. nella speranza di dimagrire...fosse così facile avremmo corpi tonici e scolpiti nelle spiagge. Ma io di corpi armonici e tonici ne vedo ben pochi....  in rapporto alla quantità di gente che si allena affannosamente.

La motivazione dei scarsi risultati è spesso dovuta ad un programma di esercizi non consoni alla situazione "reale" del soggetto. Facciamo alcuni esempi esplicativi: se una persona viene nei miei centri personal training e dalla valutazione bioimpedenziometrica (fondamentale!!!), risulta con poca massa cellulare, magari anche con una malnutrizione proteico e/o energetica, e gli propongo un allenamento intensivo per 4 volte a settimana (tipico delle palestre italiane e non) sicuramente questo soggetto a distanza di pochi mesi "peggiorerà'" dal punti di vista fisico, e questo perché ' la situazione iniziale valutata non permette un approccio di questo tipo, pena scarsi risultati. Invece una tipologia di allenamento magari cominciando due volte a settimana per 30-40 minuti e un adeguato approccio alimentare qualitativo e quantitativo permetterebbe gradualmente un miglioramento della massa cellulare che è assieme all'acqua corporea il cardine su cui programmare le sedute di allenamento.

 

Ma se io non avessi avuto questa strumentazione come avrei potuto organizzare il programma per il mio cliente?...sarei andato a "caso" come fanno la maggior parte delle persone e avrei lasciato alla "dea Fortuna" il destino di questa persona.....bello vero?....altro esempio: viene da noi una persona che vuole dimagrire e ci dice: ho fatto mesi e mesi di palestra quasi tutti i giorni facendo anche due o più corsi "aerobici" e in più tappeto e cyclette ma non riesco a dimagrire....anzi mi sento più grasso e più stanco di prima....vi state immedesimando....non è vero?

Facendo la valutazione BIA il soggetto risulta "DISIDRATATO", ecco il motivo dei suoi "non" risultati…ricordo a chi non ha letto i miei precedenti articoli che la disidratazione porta ad alterare tutte le reazioni chimiche del nostro corpo, quindi anche la metabolizzazione dei grassi. Ossia....quando il corpo è disidratato non è nelle condizioni ideali per poter perdere grasso. E più faccio aerobico e più mi disidrato.......avete capito? …quindi grazie alla valutazione tri compartimentale bioimpedenziometrica posso accorgermi di questa situazione e programmare le sedute di allenamento in funzione delle reali condizioni oggettive del cliente. Altro esempio: viene una ragazza e ci dice che ha fatto da sempre palestra con tanti esercizi per le gambe, cyclette e stepper per bruciare grasso sulle gambe (cosi dice lei...) ...ma nonostante l'impegno profuso i risultati non ci sono...anzi le gambe se le vede più grosse e edematose di prima…lei pensa di avere anche la ritenzione idrica per questo utilizza anche un drenante (fai da te…) nella speranza di eliminare i liquidi in accesso. Sarà' vero tutto questo?...valutiamolo.

Prendo il mio bel strumento all'avanguardia e la testo: risulta con scarsa massa cellulare e poca acqua corporea....alla faccia della ritenzione idrica (iperidratazione) e del drenante ...ma per cosa, se ha poca acqua...cosa dreno?.....la ragazza con un allenamento del genere non potrà che peggiorare, poiché un allenamento troppo intensivo su una zona che scambia poco a livello cellulare non può che creare i presupposti di un aumento dei liquidi extracellulari (gambe gonfie), ma non a causa di una vera ritenzione idrica, ma a causa della rottura delle membrane interne che fanno fluire i liquidi all'esterno. Anche in questo caso un approccio qualitativo e non quantitativo (faccio tanti esercizi per le gambe cosi dimagriscono), può darmi la possibilità di migliorare la persona. La strada per il miglioramento delle persone è lunga e difficile, ma se perlomeno abbiamo la possibilità di monitorare il lavoro che più si addice alla persona stessa, avremmo perlomeno imboccato la strada giusta per dare ai nostri clienti i risultati che desiderano, senza sprechi di tempo e di energie.