La dose di allenamento

Quando si parla di allenamento, esiste ancora il “luogo comune” che più ci si allena e meglio è, non tenendo conto dell’individualità di ogni singola persona e del recupero fisico che ogni persona presenta tra un allenamento e l’altro.
Si vedono persone andare in palestra 4/5 volte a settimana e fare allenamenti che superano i 90 minuti, ma poi si nota anche che anno dopo anno queste persone sono sempre le stesse, non presentano alcun miglioramento fisico, anzi, in alcuni casi le vedi pure peggiorare.
Come mai?
Ma non ci avevano detto che l’allenamento è importante per mantenersi in forma, in salute e per prevenire alcune malattie?
Certo che SI!
 
Ma se l’allenamento è troppo lungo e non vi sono giorni sufficienti di recupero tra una seduta e l’altra, l’allenamento stesso diventa IMPRODUTTIVO e INUTILE!
Come facciamo a sapere se il nostro allenamento è troppo frequente rispetto alle nostre capacità di recupero?
L’ideale sarebbe valutare l’acqua extracellulare tramite bioimpedenziometria; quando questa rientra almeno nei parametri precedenti possiamo allenarci nuovamente, altrimenti rischiamo di fare un allenamento quando il corpo è ancora “infiammato” dalla seduta precedente.
Se non abbiamo la possibilità o non vogliamo fare una valutazione di questo genere, in maniera più “spartana”, possiamo capire dalla nostra condizione psico fisica, se abbiamo recupero completamente oppure no.

Facciamo alcuni esempi di recupero INCOMPLETO:
 
  • la frequenza cardiaca più alta al mattino presto rispetto al valore di base che normalmente abbiamo.
  • stanchezza muscolare generalizzata e difficolta’ a sentire un muscolo completamente rigenerato.
  • continui dolori muscolari e senso di pesantezza
  • irrascibilità eccessiva
  • difficoltà ad aumentare i carichi di lavoro
  • difficoltà ad addormentarsi
 
Ecco invece altri esempi di recupero COMPLETO, senza un’analisi precisa, ma solo attraverso le proprie sensazioni:
 
  • carichi di lavoro che migliorano progressivamente
  • entusiasmo e positività
  • muscoli esplosivi
  • sonno profondo e rigenerante
  • continui miglioramenti fisici
 
Per mia esperienza personale, gli allenamenti su soggetti “normali” quindi non SPORTIVI DI ALTO LIVELLO, dovrebbero durare al massimo 30/40 minuti (dipende dal grado di allenamento/infiammazione/alimentazione/etc.…), con una cadenza massima di 3 volte a settimana.
Ricordiamoci che le persone dopo gli allenamenti vanno a svolgere il loro lavoro quotidiano per 8 ore o più, quindi necessariamente va SOMMATO lo STRESS da allenamento (si, l’allenamento è uno stress fisico per il corpo) con LO STRESS LAVORATIVO, e infine LO STRESS FAMILIARE/RELAZIONALE che alcune persone hanno finito il lavoro. (vivere in un ambiente familiare negativo)
Quando lo STRESS in genere è troppo ECCESSIVO, il corpo PEGGIORA!
Quindi ancor prima di parlare di allenamento, va fatta una analisi degli STRESSOR reali e potenziali del soggetto e in base a quello decidere quanto allenarlo e come allenarlo.
La persona non va “distrutta” in allenamento se è già “distrutta” nella vita.
Avete capito?
L’attività fisica va “centellinata”, se è troppa non sortirà effetti positivi.
Se ci pensate bene, questa regola vale anche per i farmaci che prendiamo;
se ne prendiamo troppi e ne abusiamo nel numero, il corpo si intossica e l’effetto del farmaco può diventare da positivo a negativo.
Ritornando al titolo dell’articolo, il DOSAGGIO IDEALE DELL’ALLENAMENTO, come sempre la risposta è: DIPENDE!
La persona prima di tutto va TESTATA, ASCOLTATA, CAPITA.
Poi parleremo di allenamento, ma senza i tre PILASTRI elencati, diventa tutto inutile e poco produttivo.
 
Simone Losi